Dal B-52 al Sex on the beach: i cocktail degli anni 90

Inutile negarlo, gli anni 90 sono il decennio di cui abbiamo più nostalgia. Forse perché sono arrivati in un periodo storico ricco di novità, forse perché la tecnologia faceva i suoi primi passi da gigante, forse perché anche l’andamento dell’economia ci annunciava un futuro senza troppi pensieri.
Al di là delle motivazioni che rendono l’ultimo decennio del millennio il più rimpianto tra chi lo ha vissuto, l’elenco delle cose “anni 90” che ci fanno provare tanta nostalgia è lungo e comprende molti aspetti diversi: i film, i telefilm e i cartoni animati, le pubblicità della tv, la moda e gli accessori, gli scooter e le auto, i telefonini, i primi pc connessi a internet, i dischi, i concerti, le discoteche famose.
Tutto aveva un “sapore” inconfondibile e un look accattivante, un’estetica alla quale abbiamo voluto ispirarci per creare la linea di orologi IAM, dedicati a chi ha vissuto quel decennio indimenticabile.
E’ proprio dai locali e dalle discoteche vogliamo cominciare questa rassegna all’insegna della nostalgia: alzi la mano chi non ha mai bevuto uno dei mitici cocktail degli anni 90?

B-52

Dal nome, che si ispira ai bombardieri Usa della seconda guerra mondiale, si può già farsi un’idea del tasso alcolico di questo cocktail che spopolava nelle disco degli anni 90. Nato negli Stati Uniti, il B-52 è un cocktail composto da Kahlúa, Bayles e Grand Marnier. La caratteristica di questo drink è la tecnica di preparazione: gli ingredienti devono essere versati seguendo un ordine preciso (dal più pesante al più leggero: Kahlúa, Bayles e Grand Marnier per ultimo) e molto lentamente, perché devono separarsi l’uno dall’altro e non devono assolutamente mescolarsi. Poteva essere servito in una coppetta Martini o in un bicchierino, nel classico formato dello “shottino”. Molto spesso veniva servito infiammato, pratica molto diffusa, oltre che molto pericolosa.

ANGELO AZZURRO

In questo caso il nome poteva ingannare: l’Angelo azzurro era in grado di mandarti subito al tappeto. Sulle sue origini c’è un po’ di incertezza, quello che è sicuro è che era conosciuto quasi esclusivamente in Italia e che era un vero e proprio must degli anni 90. Non esistono vere e proprie ricette, la formula più conosciuta prevede una parte di gin, blue curaçao e succo di limone. Altre varianti contenevano un mix di vodka, rum, gin e blue curacao. Una curiosità? Da quest’ultima variante è nato l’Invisibile, praticamente identico, ma con il triple sec al posto del blue curaçao.

COSMOPOLITAN

Il Cosmopolitan salì agli onori delle cronache grazie all’endorsement di una popstar del calibro di Madonna, che lo definì il suo cocktail preferito. E’ bastato questo per fagli guadagnare popolarità e renderlo uno dei cocktail più conosciuti degli anni 90. Se non bastasse, è “Sex and the City”, serie tv culto anni 90, a dare ulteriore notorietà a questo cocktail. La ricetta? Vodka, Cointreau, succo di lime e succo di cranberry.

ALEXANDER

Cremoso, dal sapore particolarmente dolce e non eccessivamente alcolico, al bancone dei locali negli anni 90 l’Alexander era particolarmente apprezzato dalle ragazze. La sua formula era un mix di panna, cognac e liquore al cacao in parti uguali. L’origine di questa ricetta è poco chiara, quello che è noto è che sia nato come after-dinner.

LONG ISLAND

Un altro nome fortemente evocativo per tutti quelli che hanno vissuto gli anni 90. Composto da vodka, gin, rum bianco, triple sec, sweet&sour (limone e zucchero) e cola, questo cocktail si chiamava originariamente Long Island Ice Tea. Un nome che non ha niente a che fare con gli ingredienti, ma che deriva dal fatto che se preparato correttamente, seguendo le giuste dosi, il cocktail ha un colore molto simile a quello del tè freddo. Il Long Island Ice Tea era molto di moda nell’America degli anni 90, soprattutto tra gli adolescenti, che grazie al colore simile a quello del da tè freddo, riuscivano spesso ad eludere il divieto di bere bevande alcoliche.

SEX ON THE BEACH

Anche qui siamo di fronte ad un vero e proprio monumento degli anni 90, onnipresente nei menu di locali e disco. Un cocktail leggero e fruttato, spesso ordinato dagli adolescenti solo per il suo nome esotico. A proposito delle origini del Sex on the beach ci sono diverse versioni; una vuole che inizialmente si chiamasse “Peach on the Beach”, perché durante lo spring break del 1987, a Fort Lauderdale, la National Distribution, un’azienda di distribuzione di liquori, organizzò un concorso per promuovere il peach schnapp che era appunto un liquore alla pesca. Un certo Ted Pizio, al tempo barman di un celebre locale della zona, mescolò il liquore di pesca con vodka, succo d’arancia e di cranberry. Quando venne il momento di trovare un nome alla sua creazione, Ted si ispirò ai due motivi fondamentali per cui i ragazzi raggiungevano la Florida: le spiagge e il sesso.
La seconda versione della storia del Sex on the beach vuole che il cocktail si chiamasse originariamente “Fun on The Beach” e fosse fatto con vodka, Midori, Chambord, succo d’ananas e mirtillo. In Europa però il Midori non era facilmente reperibile e di conseguenza si modificò la ricetta con quella attuale (vodka, liquore alla pesca, succo di aranacia e succo di cranberry) e il nome in “Sex On The Beach”.

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